Sfatiamo un mito.
A tutti è capitato di sentire qualche rumore provenire dalla schiena e dal collo eseguendo determinati movimenti. E per molti far scrocchiare le dita delle mani o altre articolazioni è quasi un vizio o un tic nervoso.

In realtà il caratteristico suono prodotto dallo scrocchio delle dita è provocato da un fenomeno fisico noto come “tribonucleazione”. È definito come il processo per il quale si formano bolle di gas a causa di una repentina separazione di due superfici solide immerse in un liquido in cui sono disciolti dei gas.

Nel caso delle articolazioni le due superfici solide sono rappresentate dalle due estremità ossee, separate dal liquido sinoviale all’interno della cavità articolare. Nonostante la credenza che scrocchiare le dita possa portare a danni articolari e artrosi, recenti studi non hanno trovato alcuna correlazione tra lo scrocchio e l’insorgenza di artriti o di danni alle articolazioni.

Anzi, un esperimento dimostra il contrario: il dott. Donald Unger, medico vincitore del premio Ig Nobel nel 2009 (onorificenza assegnata annualmente a ricercatori autori di ricerche “strane, divertenti e perfino assurde”) sostiene di aver scrocchiato le nocche della sua mano sinistra per sessant’anni, senza però scrocchiare le dita della mano destra. Mettendo poi a confronto le due mani ha verificato che nessuna delle due aveva sviluppato artrosi o altri problemi.

Lo spotter è una persona che “segue” l’atleta nel gesto che andrà a compiere.
La sua assistenza è spesso fondamentale quando l’atleta utilizza carichi elevati o vicini al massimale, permettendogli di aumentare la sua sicurezza fisica (e riducendo così i rischi di infortunio) e mentale. La fiducia di avere qualcuno al proprio fianco rende più naturale e fluida l’esecuzione dell’esercizio.
 
Lo spotter può aiutare:
• Fisicamente: aiutare l’atleta a compiere correttamente il gesto (ad esempio reggendo il bilanciere nel caso della panca piana o, come in questa foto, “abbracciando il cliente”)
• Mentalmente: grazie alla sua presenza, aumenta la self confidence dell’atleta. Quest’ultimo, infatti, sa che potrà contare sull’aiuto di qualcuno ed inconsciamente è portato a spingere con più energia e con maggiore sicurezza.
 
Anche e soprattutto per i principianti, avere un bravo spotter aiuta a migliorare prima di tutto la tecnica esecutiva e ad aumentare la propria self confidence nell’esecuzione in autonomia.
Non tutti i mal di schiena sono dovuti sempre a cause di origine strutturale, come ad esempio discopatie, ernie o protrusioni.
A volte il dolore può nascondere un’origine lontana dal sintomo lamentato: una lombalgia può essere provocata da una disfunzione viscerale, per esempio.
 
Come è possibile?
Tutti gli organi sono collegati con la nostra struttura ossea, muscolare e fasciale attraverso nervi e legamenti. Un organo in disfunzione può portare eccessivamente in “tensione” questi elementi e alterare l’equilibrio del rachide causando dolore.
 
Cosa fa l’osteopata?
Dopo essersi consultato con il medico di riferimento e aver escluso patologie di diverso genere, esegue dei test specifici per capire la causa principale della disfunzione.
Attraverso tecniche di mobilizzazione del viscere si riesce a ripristinare la fisiologica motilità/mobilità dell’organo e a rimuovere disfunzioni articolari a esso collegate.
 
Cosa fare dopo la terapia osteopatica?
Sarà importante avviare un percorso personalizzato di movimento dove si dedicherà particolare attenzione al migliorare la funzionalità del diaframma, che aiuterà a mantenere in equilibrio la mobilità di tutto il pacchetto viscerale.
Successivamente si andranno a rinforzare tutte le strutture muscolari della colonna e quelle a essa collegate per evitare recidive nel tempo.
 
In Lifechanger Torino la stretta collaborazione tra Osteopata e Movement Coach permette di applicare un metodo integrato e complementare, velocizzare i tempi di guarigione e mantenerli duraturi nel tempo.
 

Lo “stacco Sumo” è una variante dello stacco tradizionale caratterizzata da una posizione dei piedi più larga, che ricorda la posizione assunta dai lottatori di sumo.
 
Il primo aspetto su cui porre attenzione è il set up: il passo dei piedi e l’extra rotazione degli stessi sono soggettivi in base alla persona. L’impugnatura sull’attrezzo è tendenzialmente doppia prona, larghezza spalle.
 
Il movimento prevede una depressione delle scapole, una corretta gestione della IAP ( pressione intra-addominale) che attiva indirettamente i muscoli del core, una preattivazione dei muscoli della catena posteriore e infine una triplice estensione di anca, ginocchio e caviglia.
 
 
Lo stacco sumo è uno tra gli esercizi multi-articolari che coinvolgono più muscoli contemporaneamente:
  • In fase concentrica tutti i muscoli delle gambe vengono coinvolti, con maggiore enfasi verso quelli della catena posteriore e dei muscoli responsabili dell’extra rotazione;
  • Anche i muscoli del core hanno un ruolo fondamentale in questa alzata, poiché hanno funzione di stabilità e gestione del tronco;
  • Non ultimi, sono coinvolti gli erettori spinali, ma anche il trapezio e i muscoli delle braccia impiegati nella gestione della presa sul bilanciere.
In questa variante si verificherà una minore flessione del busto, per questo motivo viene utilizzato spesso anche con i soggetti caratterizzati da una non ottimale back line miofasciale.
Nel nostro laboratorio del movimento, scegliamo questa variante per i nostri clienti sulla base di una attenta analisi e seguiamo step by step la preparazione e lo svolgimento di questo esercizio in totale sicurezza.
Negli ultimi anni il concetto di attività fisica ha subito una notevole variazione di significato: se prima si dava maggiore importanza al canone estetico o alla performance, oggi si inizia a osservare una maggiore necessità di benessere psicofisico finalizzato al miglioramento della qualità della vita.Per gli operatori del settore è stata l’occasione per evolversi e acquisire valore, perché ormai il ruolo di trainer non comprende più solo la cura del corpo, ma include un lavoro legato anche alle abitudini nel quotidiano, al di fuori della palestra.
 
La frase che abbiamo scelto per rappresentare Life Changer Torino è: “Not only train bodies, change lives”. Il nostro scopo non è quindi solo allenare il corpo, ma cambiare la vita delle persone.
Questo non vuole essere un’esaltazione delle nostre capacità per venderci meglio, ma un rimando costante al nostro obiettivo professionale: dare il nostro massimo per offrire il migliore servizio possibile a tutti coloro che ci scelgono.
 
È bello quindi che oggi la figura dell’allenatore sia stata sostituita, per chi abbraccia questa filosofia e responsabilità di intenti, dalla parola coach, perché un coach è colui che guida, affianca e supporta un allievo per il raggiungimento di un suo obiettivo, qualsiasi esso sia, e per farlo passa da una sua crescita personale.
 
Life Changer Torino ha sempre cercato di puntare su trasparenza e coerenza nel suo servizio, così da portare consapevolezza e autonomia attraverso il movimento, grazie alla stretta interazione di figure professionali complementari come dietista, psicologa e osteopata.
Durante lo sviluppo delle capacità condizionali, e nello specifico quando si parla di allenamenti che vertono allo sviluppo della forza contro resistenze, è importante conoscere la nozione del cosiddetto “Sticking Point”.
 
Per sticking point si intende quella parte di movimento (ROM) relativo ad un esercizio in cui avviene una decelerazione involontaria da parte del soggetto che sta eseguendo lo stesso.
La sensazione che si prova, raggiunto questo angolo di lavoro, è che il peso diventi più gravoso e che la forza espressa non sia in grado di vincere la resistenza in quel “range” dell’alzata.
 
 
 
 
Questo fenomeno si verifica per la concatenazione di più motivi:
  1. Perché quello specifico angolo è determinato da una leva sfavorevole per il soggetto
  2. Potrebbe esserci una carenza di uno o più muscoli della catena interessata nel gesto in questione, che limitano quindi l’espressione di forza di tutta la catena in quel dato angolo.
  3. Non meno importante delle due cause precedenti, è il non aver consolidato la competenza tecnica dell’esercizio. È fondamentale, soprattutto nei grandi esercizi fondamentali (Squat, Deadlift, Bench Press, Military Press, pull/chin up), sviluppare una buona base tecnica del gesto specifico.
Esistono diverse strategie per superare questo “ostacolo” comune sia ad atleti avanzati che a neofiti.
In Lifechanger Torino, nella fase di sviluppo della forza con i nostri clienti creiamo i presupposti per gestire questa problematica.
I nostri trainers sono pronti ad analizzare con voi questo concetto fondamentale per migliorare la vostra performance nell’allenamento.
I benefici di allenarsi scalzi in Life Changer TorinoAvete notato che negli ultimi anni gli atleti top di tantissime discipline utilizzano per le gare delle scarpe personalizzate?
Tutti i più importanti brand di calzature sportive al mondo hanno ormai un settore che realizza modelli iper-individualizzati e modificati a livello ortopedico per permettere performance migliori o recuperi lampo dopo un infortunio.
 
Le scarpe plasmate sulla propria forma del piede o alterate per specifiche necessità sono ormai diventate un accessorio fondamentale per mirare a raggiungere grandi risultati, ma queste alterazioni possono alterare i corretti schemi motori del piede, andando a creare effetti negativi a lungo termine.
 
In Life Changer Torino ci si allena scalzi (a piedi nudi o con le calze).
È un approccio che abbiamo deciso di seguire fin dal primo giorno per tutelare la meccanica del piede.
Nel nostro laboratorio abbiamo posato differenti tipologie di pavimentazioni tecniche, ognuna con uno scopo e delle caratteristiche elastiche e fisiche uniche. Ogni pavimentazione delinea una specifica area di lavoro e non è ammesso l’utilizzo di calzature.
 
Le scarpe infatti:
  • non favoriscono la corretta mobilità delle dita
  • limitano la piena movimentazione della caviglia e del calcagno
  • accentuano problematiche infiammatorie e strutturali
 
Riqualificare la funzionalità e la meccanica dei nostri piedi ci permette di gestire al meglio la verticalità, di avere il giusto appoggio per la deambulazione e, in definitiva, avere un più efficace rapporto con il movimento.
 
Il sonno è una grande risorsa, impariamo a sfruttarlo meglio.
Riposare bene è fondamentale per tutti dato che il sonno ci permette di abbattere i rischi ipertensivi, inibire il rilascio di cortisolo e mitigare gli stati d’ansia.
 
Il 1° febbraio 2022 Tom Brady, il più vincente quarterback della storia della NFL, ha annunciato il suo ritiro dopo 22 anni di carriera e sette anelli al dito. Mai nessuno come lui.
Qualche tempo fa aveva suscitato molta curiosità il fatto che Brady la notte indossasse un pigiama speciale ideato e brevettato apposta per lui dall’azienda Under Armour e realizzato in bioceramica.
 
La bioceramica è un tessuto di nuova generazione che permette di schermare le fonti di inquinamento elettromagnetico e, al contrario, sfruttare al meglio i raggi infrarossi. In parole povere, immagazzina il calore emesso dal corpo umano e lo rimanda al mittente, irradiandolo direttamente all’interno dell’apparato circolatorio.
 
Grazie all’aumento della temperatura corporea, tramite il contatto ripetuto con questi tessuti in bioceramica, si hanno così effetti benefici per l’organismo, tra cui quelli antinfiammatori, miglioramenti della circolazione sanguigna, attivazione del metabolismo, drenaggio, e rinforzo delle difese immunitarie.
 
Anche senza la bioceramica, però, possiamo riqualificare il nostro sonno con alcuni semplici accorgimenti:
  • Praticare attività fisica durante le ore solari
  • Nutrire di luce solare gli ambienti più frequentati, abbassando invece le luci artificiali durante le ore serali
  • Utilizzare filtri anti “luci blu” (schermo dello smartphone, pc, tv, …) e ridurre l’utilizzo di questi apparecchi prima di andare a letto
  • Dormire su un materasso e un cuscino bassi per favorire una corretta azione del sistema endocrino.
Curare il proprio sonno è parte integrante del proprio benessere come lo è un buon allenamento e una dieta bilanciata.
Qui in Life Changer Torino riteniamo che il riscaldamento sia una parte fondamentale della sessione allenante di ogni nostro cliente.
 
È la fase che consente di affrontare la seduta di allenamento nella migliore condizione possibile e ridurre così al minimo il rischio di infortuni.
 
Siamo soliti iniziare le nostre sedute con la pratica del release fasciale (anche conosciuta con il termine “Foam Rolling”), una pratica poco conosciuta e spesso sottostimata
 
Di cosa si tratta?
È una pratica di auto-massaggio che, mediante l’utilizzo di rulli, palline, ecc. porta numerosi benefici, lavorando sul sistema fasciale.
Il sistema fasciale è la rete di tessuto connettivo con funzione di sostegno e coordinazione motoria ove risiedono il maggior numero di recettori deputati al controllo del movimento.
 
Il Foam Rolling agisce su più aspetti:
  • aumenta il grado di sensibilità recettoriale
  • Consente di disporre di range di movimento articolari (ROM) più ampi immediatamente dopo il trattamento
  • Promuove l’apporto di sangue, ossigeno e nutrienti alle muscolature trattate migliorandone l’efficacia in allenamento
In determinati casi questa pratica può risultare dolorosa a causa di alterazioni del sistema fasciale.
Le cause si possono ricercare in:
  • Un’alimentazione non corretta
  • Il mantenimento per lunghi periodi di posture non idonee
  • Stati nervosi-stressivi
  • L’assenza di esercizio fisico
  • Una respirazione non funzionale
Hai mai avuto un dolore persistente alla spalla?
Che tu sia uno sportivo o meno, una delle patologie più comuni è l’artrosi di spalla.
 
Come riconoscerla?
I sintomi tipici sono:
  • Dolore che aumenta con il passare dei giorni
  • Limitazione funzionale dell’articolazione
  • Rumori articolari
  • Rigidità muscolare della spalla
Si tratta di un graduale processo degenerativo dell’articolazione con conseguente usura della cartilagine. Quando quest’ultima si riduce, causa deformazione ossea diventando ruvida e rumorosa nei movimenti, limitando i gesti e spontaneamente dolorosa.
 
Il nostro Remove Specialist in Lifechanger Torino, Francesco Argenio, visita spesso pazienti con questa problematica le cui cause possono essere attribuite a traumi, malattie infiammatorie (es: artrite) o sovraccarichi cronici dell’articolazione.
 
Il consiglio è quello di procedere innanzitutto a un’accurata valutazione ortopedica, supportata da esami diagnostici (RX, RMN). Nella maggior parte dei casi l’approccio conservativo, cioè basato sulla terapia del dolore (farmacologica) associata a terapia manuale (osteopatica, masso-fisioterapica), permette di raggiungere ottimi risultati.
 
Il lavoro dell’osteopata però non termina con la seduta di trattamento manipolativo. Infatti, è bene che il paziente segua un percorso di rieducazione attiva, seguito da un professionista del movimento.
 
Lo scopo dovrà essere quello di migliorare la mobilità articolare e rinforzare le strutture muscolari coinvolte, attraverso esercizi mirati. Solo in questo modo sarà possibile mantenere nel tempo i risultati raggiunti.
 
In Lifechanger Torino la collaborazione tra Osteopata e il team di Movement Coach fa sì che la salute della persona sia al centro del progetto finalizzato al pieno recupero.
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